Posted by on 08/06/2016

Yoga per Atleti : Mercoledi 13 Aprile 2016

Yoga per atleti

Yoga per atleti

Il 13 Aprile sono andata al centro di preparazione olimpica di Pirrenia per insegnare agli allenatori e praticanti dello stile Slalom.

Mi è stato chiesto di insegnare a loro la psicologia dello yoga con varie tecniche di rilassamento e mobilità articolare per migliorare le proprie abilità. E cosi’ ho intrapreso un viaggio che mai avrei pensato di intraprendere: Insegnare Yoga agli atleti e allenatori in preparazione per le Olimpiadi.

Per prepararmi ho scritto qualcosa e vorrei condividere con voi (in realtà questa è solo una minima parte dello scritto… )

Yoga per atleti

Gli atleti hanno un corpo specifico a seconda del tipo di sport che praticano. La pratica costante e intensiva di un solo tipo di attività provoca un disequilibrio nel corpo poiché alcuni muscoli sono stati esercitati eccessivamente e altri sottosviluppati. Quando un muscolo è piu’ forte va a compensare con il muscolo piu’ debole e quindi quello piu’ debole continua ad essere inutilizzato. Questo crea dei problemi seri nel corpo del atleta a lungo andare.

Lo yoga è una disciplina che tende a lavorare con consapevolezza su tutte le parti del corpo. Rilascia le tensioni accumulate, lavora sulla flessibilità, sulla forza, sulla concentrazionerilassamento e soprattutto sulla trasformazione del sé. 

C’è un nuovo concetto che vorrei esprimere, un concetto piuttosto rivoluzionario, ma questo lo esprimo verso la fine di questo articolo per preparare il terreno e la curiosità. Intanto comincio con una piccola introduzione:

L’antica tradizione dello yoga spiega che noi non siamo questo corpo e che l’illusione di cui siamo prigionieri deriva proprio da questa errata identificazione. Il corpo diventa quindi un veicolo per la liberazione. Gli antichi yogi utilizzavano il corpo per ottenere la liberazione e il primo passo è conoscenza di Sé.

Yoga vuol dire connessione, riconnettersi, e quindi ritrovare l’unione tra corpo, mente e Sé. La pratica yoga non è quella che si fa sul tappetino ma è una pratica quotidiana di consapevolezza che aiuta a ritrovare se stessi.

Qualunque sport può diventare yoga se fatto con la consapevolezza giusta.

Quando ci rendiamo conto che questo corpo è uno strumento, una macchina, allora capiamo l’importanza del ruolo del conduttore.

Il conduttore deve essere rilassato, attento e controllato nella mente e nei sensi cosi può guidare al meglio il suo veicolo e arrivare alla meta senza incidenti o deviazioni. Quando pratichiamo uno sport con questa consapevolezza impariamo a usare il corpo in maniera più efficace perché la mente e i sensi non influenzano le nostre azioni ma c’e un distacco di base che ci permette di concentrarci su quello che stiamo facendo senza le preoccupazione del passato o del futuro.

In altre parole, quando certe situazioni della vita, che siano problemi esterni a noi o interni, non ci influenzano, allora il nostro allenamento o la nostra gara ottengono il maggiore risultato. Impariamo quindi a discernere tra una situazione e l’altra e dare il nostro meglio nel presente. Questo è ciò che ci insegna lo yoga.

Oltre che ad un allenamento fisico è necessario un allenamento mentale:

Il pranayama, o scienza del respiro è un tipo di pratica efficace per controllare e rilassare, oppure per attivare la mente e di conseguenza il corpo.

Ci sono varie tecniche di respirazione che possono aiutare l’atleta a caricarsi di energia oppure a ridurre l’energia in eccesso che si manifesta in stress. Nel Articolo che ho scritto sul pranayama c’è la descrizione delle varie tecniche.

Passiamo invece al concetto rivoluzionario di cui ho menzionato prima: I chakra negli atleti.

Quando un centro energetico in una persona è bloccato puo’ causare innumerevoli tipi di disagi e non solo ma anche attirare un certo tipo di situazioni spiacevoli. L’atleta ha bisogno di concentrazione e di utilizzare il massimo del suo potenziale nella sua performance. Lavorare sui chakra lo aiuta quindi a ritrovare il suo massimo potenziale senza essere distratto né da se stesso e né dalle situazioni esterne. 

Lavorare sui chakra richiede una grande consapevolezza su se stessi e soprattutto richiede di intraprendere un percorso di auto-guarigione per ritrovare la propria potenza.

Intanto un piccolo assaggio su questo concetto rivoluzionario che presto vorrei elaborarlo per voi in un altro articolo:

I Chakra per gli atleti

Per l’articolo completo sullo yoga per atleti clicca qui

Vuoi esplorare piu’ a fondo i chakra? qui sotto puoi trovare qualche articolo

Introduzione ai Chakra

Chakras, vortici energetici